Infortuni sul lavoro: un fenomeno in aumento

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Infortuni sul lavoro: un fenomeno in aumento

Ogni giorno, sia alla televisione che alla radio, sentiamo parlare di infortunio sul lavoro. Si tratta purtroppo di un fenomeno in aumento, difficile da contrastare.

Inutile negarlo, quando accadono eventi simili le prime domande che attraversano la nostra mente sono: “Il datore di lavoro aveva messo il proprio dipendente nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza?” Oppure “Il lavoratore dipendente ha rispettato gli obblighi di legge per poter lavorare in sicurezza?”. Ma soprattutto: “Tutto questo si poteva evitare?”

Abbiamo citato solo alcuni dei quesiti a cui non potremo mai dare, con certezza, una risposta.

Iniziamo a fare chiarezza su cosa consiste sostanzialmente un infortunio sul lavoro e su come comunicare correttamente, a chi di competenza, l’apertura di una pratica.

 

Infortunio sul lavoro: definizione ed assicurazione

L’infortunio sul lavoro è definito dalla legge come un evento traumatico avvenuto per una causa violenta, sul posto di lavoro o in occasione dello svolgimento di un’attività lavorativa, dalla quale deriva una lesione o una malattia del corpo, che comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

Per tutelare i lavoratori vittime di infortunio, la Legge ha previsto un’apposita assicurazione obbligatoria che consente di:

  • beneficiare di prestazioni sanitarie specifiche;
  • ottenere un indennizzo direttamente proporzionato alla gravità dell’infortunio.

 

Tuttavia, perché si possa parlare di infortunio, vi devono essere alla base dei presupposti, come:

  • un evento traumatico dal quale derivano delle conseguenze sulla salute del lavoratore, o la sua morte;
  • un collegamento tra questo evento e lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • un’inabilità al lavoro della durata superiore a tre giorni.

Quando avviene un incidente sul lavoro, esiste uno specifico iter da seguire, con attenzione, per poter comunicare in maniera corretta la richiesta di apertura della pratica di infortunio a chi di competenza.

Che tu sia lavoratore dipendente, lavoratore autonomo o datore di lavoro, di seguito ti elenchiamo, passo per passo, gli step da percorrere.

 

Come affrontare un infortunio: il punto di vista del lavoratore

  1. Comunica appena possibile l’incidente al tuo superiore, qualora non sia presente sul posto e recati al pronto soccorso;
  2. I medici, dopo averti visitato, rilasceranno il primo certificato medico. Sarà tuo compito trasmettere il documento al datore di lavoro;
  3. Pochi giorni prima della scadenza della prognosi indicata sul certificato medico, recati nell’ambulatorio INAIL più vicino a casa tua per effettuare una visita con il medico di competenza. In questa fase, l’istituto può: rilasciarti un certificato medico di proroga dell’infortunio. Oppure certificare la chiusura dell’infortunio, da consegnare in azienda per poter riprendere il lavoro.

 

Come affrontare un infortunio: la prospettiva del lavoratore

  1. Accertati che il tuo sottoposto abbia le cure adeguate e si interessi della sua guarigione;
  2. Nel caso in cui i giorni di prognosi concessi al lavoratore dovessero superare i 3, oltre la giornata in cui si è verificato l’incidente, è necessario presentare obbligatoriamente, per via telematica, il nuovo modello di infortunio sul lavoro INAIL.

ATTENZIONE! La comunicazione di denuncia dell’infortunio all’INAIL, effettuata dopo oltre 2 giorni dalla ricezione del certificato medico dell’infortunato, oppure non rettificata, viene sanzionata con una multa amministrativa.

Se invece l’infortunio è a carico di un lavoratore autonomo, facente parte del settore dell’artigianato o del settore dell’agricoltura, non è prevista alcuna sanzione amministrativa per la ritardata, oppure l’omessa, denuncia all’INAIL; si incorre tuttavia nella perdita del diritto all’indennità per i giorni antecedenti l’inoltro della denuncia.

 

L’infortunio nel tragitto casa-lavoro: come agire

Può capitare che un lavoratore, percorrendo il tragitto casa-lavoro -e viceversa- subisca un evento traumatico. Questo tipo di infortunio è denominato infortunio in itinere.

L’infortunio in itinere può accadere sia che il lavoratore si rechi sul posto di lavoro a piedi, con mezzo proprio o con qualsiasi mezzo pubblico.

Con il D.Lgs n.38 del 2000, è stato previsto che sia compreso nella copertura assicurativa che viene fornita dalla assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.

Precisiamo che, perché il lavoratore possa essere indennizzato, l’infortunio deve rispettare alcuni parametri. Di seguito riportiamo qualche esempio:

  • l’evento traumatico deve avvenire all’interno del consueto percorso (andata-ritorno) effettuato per recarsi sul posto di lavoro. Se il lavoratore effettua delle interruzioni del tragitto o delle deviazioni che non sono necessarie, l’assicurazione obbligatoria non coprirà i danni dell’infortunio;
  • come anticipato, l’assicurazione copre l’infortunio accaduto con qualsiasi mezzo di trasporto proprio, a patto che questo utilizzo sia strettamente necessario. Infatti, l’utilizzo del mezzo privato è consentito esclusivamente quando il tragitto casa-lavoro non è servito dai mezzi pubblici, oppure, pur essendovi linee pubbliche, non consentono però la puntuale presenza del lavoratore sul luogo di lavoro o vi comportano un eccessivo disagio in relazione alle esigenze di vita familiare.

 

Infortunio sul lavoro e malattia professionale: conosci le differenze?

Facciamo ora brevemente chiarezza sulla differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale. In entrambi i casi il lavoratore, in occasione dello svolgimento della propria attività, può contrarre una malattia del corpo.

Nell’infortunio sul lavoro, la causa della malattia deve avvenire per una causa violenta, immediata.

Invece, nella malattia professionale, la lesione della salute avviene per una causa lenta, cioè un fattore di rischio al quale il lavoratore viene esposto per un lungo periodo di tempo.

 

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Infortuni sul lavoro: un fenomeno in aumento ultima modifica: 2019-07-08T10:00:05+02:00 da Alessandro Bresciani


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