L’impianto elettrico e la verifica della messa a terra

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L’impianto elettrico e la verifica della messa a terra

Tutte le aziende che rientrano nel campo di applicazione del D.lgs. 81/2008 “Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro” e che hanno quindi lavoratori subordinati, sono soggette all’applicazione del DPR 462/01 “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi”.

Questo Decreto del Presidente della Repubblica stabilisce infatti quali sono le attività di verifica che bisogna effettuare sugli impianti aziendali di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.

Per poter procedere alle verifiche necessarie però, è fondamentale seguire un iter preciso, di seguito indicato:

Come si fa l’omologazione dell’impianto elettrico?

Come prima attività bisogna far fare la verifica dell’impianto da parte dell’installatore che dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità alla normativa vigente, quella che viene definita l’omologazione dell’impianto.

A cosa serve la messa in esercizio dell’impianto elettrico?

Una volta rilasciata la dichiarazione di conformità, si procederà con la messa in esercizio dell’impianto, per verificare che non ci siano anomalie sul suo funzionamento.

Quali documenti dell’impianto elettrico bisogna inviare agli enti competenti?

Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto elettrico il Datore di Lavoro ha l’obbligo di inviare la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico agli enti territoriali competenti (ISPESL e ASL o ARPA).

Nella comunicazione agli enti il Datore di Lavoro NON ha l’obbligo di presentare anche gli allegati obbligatori alla dichiarazione di conformità, tra cui:

  • Progetto
  • Relazione sulla tipologia di materiali utilizzati
  • Schemi di impianto
  • Certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’istallatore).

Questi documenti dovranno essere disponibili in struttura nel caso di controlli da parte dell’ente apposito.

Una volta inviata la comunicazione, l’ISPESL può effettuare controlli a campione sulla conformità degli impianti installati.

Quali sono le verifiche periodiche da fare sull’impianto elettrico e qual è la loro periodicità?

Come stabilito dal D.lgs. 81/2008 il Datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare manutenzioni su tutti impianti presenti in azienda. Per verificare che la manutenzione indispensabile sia effettuata si programmano delle verifiche apposite in base al tipo di impianto. Per quanto riguarda l’impianto elettrico, indipendentemente dall’attività aziendale svolta, sarà necessario effettuare la verifica della messa a terra. Di seguito vediamo chi può svolgerla e ogni quanto va fatta.

Chi può svolgere le verifiche sull’impianto elettrico?

Per le verifiche sugli impianti di messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche i soggetti abilitati sono:

  • ASL (Azienda Sanitaria Locale)
  • ARPA (Azienda Regionale per la Protezione Ambientale)
  • Organismi individuati dal Ministero delle Attività Produttive

 

Ogni quanto vanno fatte le verifiche sull’impianto elettrico?

La periodicità delle verifiche periodiche sugli impianti di messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche deve essere svolta ogni 2 o 5 anni in base all’attività svolta dall’azienda.

Si dovrà effettuare una verifica ogni 2 anni in impianti di:

  • Cantieri
  • Locali adibiti ad uso medico (ospedali, case di cura, ambulatori e studi medici)
  • Strutture a maggior rischio in caso di incendio (es. attività soggette al Certificato di Prevenzione Incendi)

 

La verifica avrà una periodicità di 5 anni in tutti gli altri casi.

Il datore di lavoro ha inoltre facoltà di richiedere delle verifiche straordinarie dell’impianto elettrico nel caso in cui lo ritenga necessario. Un’eventuale richiesta dovrà essere motivata per definire al meglio la parte dell’impianto che dovrà essere oggetto di approfondimenti.

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